domenica 8 giugno 2008

Pierre Gilbert - Pensieri sulla pace

Se tu credi che un sorriso sia più forte di una lacrima,
se tu credi alla potenza di una mano offerta,
se tu credi che quello che unisce gli uomini sia più forte di ciò che li divide,
se tu credi che l’essere diversi costituisca una ricchezza e non un pericolo,
se tu puoi guardare gli altri con un po’ d’amore,
se tu preferisci la speranza al sospetto,
se tu ritieni di dover fare il primo passo anziché aspettarlo dagli altri,
allora la pace verrà.
Se lo sguardo di un bambino riesce ancora a disarmare il tuo cuore,
se tu puoi godere della gioia del tuo vicino,
se l’ingiustizia fatta agli altri ti ribella come se l’avessi subita tu stesso,
se per te l’estraneo è un fratello che ti viene presentato,
se sai donare gratuitamente un po’ del tuo tempo per amore,
se sai accettare che un altro ti renda un servigio,
se condividi il tuo pane e sai aggiungere un po’ del tuo cuore,
se credi che il perdono vada più lontano della vendetta,
se sai cantare la felicità degli altri e danzare per la loro allegria,
se puoi ascoltare gli infelici che ti fanno perdere il tuo tempo

 e conservare il sorriso,
se sai accettare la critica ed approfittarne, senza respingerla o difenderti,
se sai accogliere ed adottare un consiglio diverso dal tuo,
se ti rifiuti di rovesciare sul petto altrui la tua colpa,
se per te l’altro è prima di tutto un fratello,
se per te la collera è una debolezza, non una prova di forza,
se tu preferisci essere abbandonato anziché fare un torto a qualcuno,
se tu rifiuti che dopo di te venga il diluvio,
se ti schieri dalla parte del povero e dell’oppresso,
senza pretendere di essere un eroe,
se tu credi che l’amore sia la sola forza nella discussione,
se tu credi che la pace sia possibile,
allora la pace verrà!

venerdì 6 giugno 2008

Prorità

Quando le cose della vita ci superano, quando 24 ore al giorno non ci bastano, ricordiamoci del barattolo e del caffè.

Un professore, davanti alla sua classe di filosofia, senza dire parola prende  un barattolo molto grande e vuoto e inizia a riempirlo con delle  palle da golf.
Dopo di che, chiede agli studenti se il barattolo è  pieno.
Gli  studenti sono d'accordo e dicono di  sì.
Così  il professore prende una scatola piena di palline di vetro e la versa dentro  il barattolo. Le palline di vetro riempiono gli spazi vuoti  tra le palle da  golf. Il professore chiede di nuovo agli studenti se il barattolo è pieno e loro rispondono di nuovo di  sì.
Poi il  professore prende una scatola di sabbia e la versa dentro il barattolo. Ovviamente la sabbia  riempie tutti gli spazi vuoti e il professore chiede ancora se il  barattolo è  pieno.
Questa  volta gli studenti rispondono con un sì  unanime.
Il  professore, velocemente, aggiunge due tazze di caffè al contenuto del barattolo ed effettivamente,  riempie tutti gli spazi vuoti tra la sabbia.
Gli  studenti guardano in silenzio.
E il professore spiega: "Voglio che vi rendiate conto che  questo barattolo rappresenta la  vita. Le  palle da golf sono le cose importanti come la famiglia, i figli, la salute, gli amici, l'amore; le  cose che ci appassionano. Sono cose che, anche  se perdessimo tutto e ci restassero solo quelle, le nostre Vite sarebbero ancora  piene. Le  palline di vetro sono le altre cose che ci importano, come il  lavoro, la casa,  la macchina, ecc.
La  sabbia è tutto il resto: le piccole cose. Se prima di tutto mettessimo nel  barattolo la sabbia, non ci sarebbe posto per le palline di vetro né per le  palle da golf.
La  stessa cosa succede con la  vita.
Se  utilizziamo tutto il nostro tempo ed energia nelle cose piccole, non avremo  mai spazio per le cose realmente  importanti.
Fai  attenzione alle cose che sono cruciali per la tua felicità: gioca con i tuoi  figli, prenditi il tempo per andare dal medico, vai con il tuo partner a  cena, pratica il tuo sport o hobby  preferito.
Ci  sarà sempre tempo per pulire casa, l'auto o per riparare il rubinetto dell'acqua. Occupati prima delle palline da golf, delle cose che realmente ti importano. Stabilisci le tue priorità, il  resto è solo  sabbia."
Uno  degli studenti alza la mano e chiede cosa rappresenta il caffè.
Il  professore sorride e dice: "Sono contento che tu mi faccia questa domanda. E' solo per dimostrarvi  che non importa quanto occupata possa sembrare la tua vita, c'è  sempre  posto per un paio di tazze di caffè con una  persona cara”. 

E.Barret Browning - Come ti amo?

How do I love thee? Let me count the ways.
Come ti amo? Lascia che te ne conti i modi. 
I love thee to the depth and breadth and height
Ti amo con la profondità, la vastità e l’altezza.
my soul can reach, when feeling out of sight
che l'anima mia può raggiungere, quando si sente smarrita
for the ends of Being and Ideal Grace.
oltre i confini dell'Essere e della Grazia Ideale.
I love thee fo the levei of everyday's most quiet need,
Ti amo nelle piccole cose di ogni giorno,
by sun and candlelight. 
alla luce del sole e a quella delle candele.
I love thee freely, as men strive for Right;
Ti amo liberamente, come gli uomini che lottano per la Giustizia;
I love thee purely, as they turn from Praise;
Ti amo con la stessa purezza con cui essi rifuggono dalla lode;
I love thee with the passion put fo use in my old grief,
Ti amo con la passione che ponevo un tempo nelle pene
and with my childhood's faith;
e con la Fede della fanciullezza;
I love thee with a love I seemed fo lose
Ti amo con quell'amore che credevo aver perso
with my lost saints,
con i santi che ho perduto,
I love thee with the breath, smiles, tears, of all my life!
ti amo col respiro, i sorrisi, le lacrime di tutta la mia vita!
and, if God, choose,
E se Dio vorrà,
I shall but love thee better after death.
t'amerò ancor di più dopo la morte.

mercoledì 4 giugno 2008

IO CI VEDO BENISSIMO!

Una fiaba

Raccontano che un giorno si riunirono in un luogo della terra tutti i sentimenti e le  qualità degli uomini.
Quando la noia si fu presentata per la terza volta, la follia, come sempre un po' pazza, propose: "Giochiamo a nascondino!" L'interesse alzò un sopracciglio e la curiosità, senza potersi contenere chiese: "A nascondino? Di che si tratta?" E' un gioco, spiegò la follia, in cui io mi copro gli occhi e mi metto a contare fino a 1.000 mentre voi vi nascondete e, quando avrò terminato di contare, il primo di voi che scopro prenderà il mio posto per continuare il gioco. L'entusiasmo si mise a ballare, accompagnato dall'euforia. L'allegria fece tanti salti che finì per convincere il dubbio e persino l'apatia alla quale non interessava mai niente... Però non tutti vollero partecipare. La verità preferì non nascondersi. Perché, se poi alla fine tutti la scoprono? La superbia pensò che fosse un gioco molto sciocco (in fondo ciò che le dava fastidio era che non era stata una sua idea) e la codardia preferì non arrischiarsi. "Uno, due,tre..."cominciò a contare la follia. La prima a nascondersi fu la pigrizia che si lasciò cadere dietro la prima pietra che  trovò sul percorso. La fede volò in cielo e l'invidia si nascose all'ombra del trionfo che con le proprie forze era riuscito a salire sulla cima dell'albero più alto. La generosità quasi non riusciva a nascondersi. Ogni posto che trovava le sembrava meraviglioso per qualcuno dei suoi amici. Che dire di un lago cristallino? Ideale per la bellezza. Le fronde di un albero? Perfetto per la timidezza. Le ali di una farfalla? Il migliore per la voluttà. Una folata di vento? Magnifico per la libertà. Cosi la generosità finì per nascondersi in un raggio di sole. L'egoismo, al contrario trovò subito un buon nascondiglio, ventilato, confortevole e tutto per sé. La menzogna si nascose sul fondale degli oceani (non e' vero si nascose dietro l'arcobaleno). La passione e il desiderio al centro dei vulcani. L'oblio..non mi ricordo..dove? Quando la follia arrivò a contare 999 l'amore non aveva ancora trovato un posto ove nascondersi poiché li trovava tutti occupati, finché scorse un cespuglio di rose e alla fine decise di nascondersi fra i suoi fiori. "Mille!" - contò la follia. E cominciò a cercare. La prima a comparire fu la pigrizia, solo a tre passi da una pietra. Poi udì la fede, che stava discutendo con Dio su questioni di teologia, e sentì vibrare la passione e il desiderio dal fondo dei vulcani. Per caso trovò l'invidia e poté dedurre dove fosse il trionfo. L'egoismo non riuscì a trovarlo. Era fuggito dal suo nascondiglio essendosi accorto che c'era un nido di vespe. Dopo tanto camminare, la follia ebbe sete e nel raggiungere il lago scoprì la bellezza. Con il dubbio le risultò ancora più facile, giacché lo trovò seduto su uno steccato senza avere ancora deciso da che lato nascondersi. Alla fine trovò un po' tutti: il talento nell'erba fresca, l'angoscia in una grotta buia, la menzogna dietro l'arcobaleno e infine l'oblio che si era già dimenticato che stava giocando a nascondino. Solo l'amore non le appariva da nessuna parte. La follia cercò dietro ogni albero, dietro ogni pietra, sulla cima delle montagne e quando stava per darsi per vinta scorse il cespuglio di rose e cominciò a muoverne i rami. Quando, all'improvviso, si udì un grido di dolore: le spine avevano ferito gli occhi dell'amore! La follia non sapeva più cosa fare per discolparsi; pianse, pregò, implorò, domandò perdono e alla fine gli promise che sarebbe diventata la sua guida. Da allora, da quando per la prima volta si giocò a nascondino sulla terra, l'amore e' cieco e la follia sempre lo accompagna.

martedì 3 giugno 2008

William Shakespeare - La terra ha musica per coloro che ascoltano

A quegli uomini che hanno paura di rischiare, che abbandonano quando tutto è tra le loro mani proprio perché quel tutto li spaventa, a quegli uomini che non capiscono che perdono tutto, perché una donna come noi non la troveranno più... A quelle donne che piangono se un uomo le abbandona, a quelle donne che credono che nessuno farà più tanto per loro... è vero perché troverete un uomo che per voi farà molto più... gli uomini vigliacchi non sono grandi uomini... ma voi rimarrete sempre splendide donne... di uomini forti e determinati che vi ameranno sinceramente ne potete trovare, ma non sono gli uomini che vi lasciano senza spiegazioni, solo perché voi siete una realtà troppo bella che esula dalla loro vita oppressa, inculcata in loro sin dalla nascita...perché loro credono che voi siate un limite alla loro libertà, invece voi siete coloro che fanno conoscere loro la libertà che, se si fermano a pensare, non hanno mai avuto. E questo li spaventa...

 
Le ragazze sono come le mele sugli alberi.
Le migliori sono sulla cima dell'albero.
Gli uomini non vogliono arrivare alle migliori,
perché hanno paura di cadere e ferirsi.
In cambio,
prendono le mele marce che sono cadute a terra,
e che, pur non essendo così buone,
sono facili da raggiungere.
Perciò le mele che stanno sulla cima dell'albero,
pensano che qualcosa non vada in loro,
  mentre in realtà "Esse sono grandiose".
Semplicemente devono essere pazienti
e aspettare che l'uomo giusto arrivi,
colui che sia così coraggioso
da arrampicarsi fino alla cima dell'albero per esse.
Non dobbiamo cadere per essere raggiunte,
 chi avrà bisogno di noi e ci ama
farà di TUTTO per raggiungerci.
La donna uscì dalla costola dell'uomo,
non dai piedi per essere calpestata,
nè dalla testa per essere superiore.
Ma dal lato per essere uguale,
sotto il braccio per essere protetta,
e accanto al cuore per essere amata.....
 
Io sono sicura che se tu chiudessi gli occhi e provassi ad arrampicarti, non cadresti, perché io sarei lassù a sostenerti nella tua ascesa. Non mi importa quanto tempo ci metteresti a salire, sarei disposta a darti tutto il tempo di cui hai bisogno. Ma mentre aspetto, continuo comunque a vivere… Sta a te decidere se preferisci accontentarti di mele marce o provare a cogliere la migliore. BUBU 

Marta Medeiros - Ode alla vita

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e non cambia il colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle
che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno
di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore
chi non rovescia il tavolo,
quando e' infelice nel lavoro,
chi non rischia la certezza
per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette
almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o
della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto
prima di iniziarlo,
chi non fa domande
sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde
quando gli chiedono
qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo
di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà
al raggiungimento
di una splendida felicità.

Capacità del cervello


Sneocdo uno sdtiuo dlel'Untisverià di Cadmbrige, non irmptoa cmoe snoo sctrite le plaroe, tutte le letetre posnsoo esesre al pstoo sbgalaito, è ipmtortane sloo che la prmia e l'umltia letrtea saino al ptoso gtsiuo, il rteso non ctona. Il cerlvelo è comquune semrpe in gdrao di decraifre tttuo qtueso coas, pcheré non lgege ongi silngoa ltetrea, ma lgege la palroa nel suo insmiee... vstio? .....

lunedì 2 giugno 2008

Dog's heaven can wait

Io ho un cane. Veramente ne ho tre di cani ed ho anche tre gatte, un coniglio nano, due tartarughe d’acqua, due figli adolescenti ed una vita incasinata da morire…. Ma non divaghiamo. Stasera si parla di Buck, il mio adorato pastore tedesco di quasi tredici anni. Il vecchietto, nonostante la veneranda età, una taglia massiccia e numerosi acciacchi che si porta dietro da una vita, frutto di una selezione troppo esasperata (genitori molto nobili = un sacco di problemi), non ha nessuna intenzione di passare a miglior vita. Ma ogni tanto, per movimentare la mia già troppo monotona esistenza, (………) decide di farmi spaventare un po’. L’anno scorso, per esempio, tormentato dal fatto che avevo deciso di metterlo in pensione per non stancarlo troppo, e che a scuola ci portavo solo l’altro mio cane, roso dalla gelosia ha pensato bene di mangiarsi la testa e i piedi di un segnalibro di peluche di mia figlia. La testa l’ha ributtata fuori la sera stessa dalla bocca, i piedi…. gli si sono incastrati nell’intestino, e dopo tre giorni passati a fargli ingoiare vaselina, nella speranza che si liberasse del problema in modo naturale, ci siamo accorti che invece quello che doveva passargli da dietro incominciava ad uscirgli dalla bocca. Corsa dal veterinario, operato d’urgenza, prognosi di quarant’otto ore, novene e promesse a tutti  i santi del paradiso in cambio della sua salvezza….. optato per la cremazione…. (io in discarica il mio tesoro non ce lo mando, e scavargli la fossa in giardino…. Non so se avete presente, ma anche dopo aver perso cinque o sei chili per la malattia, Buck pesava 38 kg., hai voglia a scavare!). Ma evidentemente non era l’ora della sua dipartita, perché la settimana dopo il nonnino se ne stava sdraiato beatamente sul tappeto dei miei genitori a guardarci gustare il pranzo di Natale, con una sutura di circa dieci centimetri ricamata sulla pancia.
Domenica scorsa ci ha riprovato. Dopo due giorni passati a vomitare, l’ho portato dal veterinario. Aveva la febbre, era stralunato, ed io avevo il sospetto che avesse qualcosa alla bocca o alla gola, dato che quando cercava di mangiare inghiottiva in modo strano. Il veterinario è un caro ragazzo ma io ho il vago sospetto che abbia paura di guardare nelle fauci dei suoi pazienti, dato che dopo una frettolosa sbirciatina alle tonsille del mio tesoro la proposta è stata di fare alcuni esami endoscopici per una possibile mancata funzionalità renale. Io di accanimento terapeutico non ne voglio sapere, e la sola prescrizione che ho accettato è stata  di due giorni di digiuno, antibiotico e flebo per reidratarlo. Il terzo giorno il cane ha ripreso a bere senza vomitare, ma si rifiutava di mangiare. Ieri sera, esasperata, l’ho messo a terra e gli ho spalancato la bocca. A momenti mi veniva un colpo…. Aveva le labbra interne e le gengive così gonfie che gli coprivano quasi i denti. Allora ho preso uno di quegli aggeggi che usano le donne per la manicure e con infinita pazienza (sua) gli ho ripulito tutti i denti dal tartaro (non so quanti altri cani l’avrebbero accettato a mente serena), glieli ho lavati con acqua e dentifricio (alla menta) e poi gli ho sparato sotto pelle un’iniezione di Baytrill. Stamattina è festa ma fortunatamente ho incrociato il veterinario per la strada, gli ho mostrato la bocca della belva…E lui ha concordato con la mia diagnosi, domani lo aspetta in studio per una terapia mirata. Dimenticavo…. Ho preso il pesta carne, ho spappolato un po’ delle sue crocchette (Buck ha anche da anni problemi di alimentazione e non può mangiare altro che queste) e finalmente il mio tatone mangia! Anche per questa volta….. il paradiso dei cani può attendere.   

domenica 1 giugno 2008

Speranza

Quando nella notte dei tempi
l'uomo fu cacciato dal suo regno
conobbe il dolore
inesorabilmente orrido figlio del male
corrodere a morsi brutali
il suo povero corpo senza difese.
Allora l'Angelo della luce
si alzò al cospetto dell'Altissimo
per intercedere la giusta pietà.
E Dio udì le lacrime
e creò la speranza nel cuore dell'uomo.
(POE '68)  

Chiamata TELECOM

In Giallol’operatrice Telecom
In bianco: Un cittadino esemplare

Pronto?
Buon Giorno, è Lei il titolare della linea?
Sí, sono proprio io
Mi può dire il suo nome, per favore?
Giuseppe Luigi
Signor Giuseppe Luigi, la chiamo dalla Telecom per offrirle una promozione che consiste nella installazione di una linea addizionale in casa sua, con la quale lei avrà diritto a...
Mi scusi se la interrompo, Signorina, però, esattamente chi è lei?
Il mio nome è Silvina Maciel, della Telecom e stiamo chiamando...
Silvina, mi perdoni, però per nostra sicurezza avrei piacere di controllare alcuni dati prima di continuare la conversazione,
le dispiace?
Non ho nessun problema, Signore
Da quale telefono mi chiama? Nel display del mio telefono compare “NUMERO PRIVATO"
Il mio interno è il 1004
Per quale Ufficio Telecom lavora?
Telemarketing Attivo
Mi potrebbe dare il numero di matricola quale dipendente lavoratrice di Telecom?
Signore, mi perdoni, temo che tutta quest’informazione non sia necessaria...
Allora con tanto dispiacere dovrò mettere giù, perchè non ho la certezza di parlare con una lavoratrice della Telecom
Però io le posso garantire...
Veda Silvina, ogni volta che io chiamo la Telecom, prima di poter iniziare qualsiasi reclamo, sono obbligato a fornire i miei dati a tutta una legione di impiegati...!
Sta bene, Signore, il mio numero di matricola è il 34591212
Un momento mentre lo verifico, non stacchi, Silvina...
(Due minuti)
Un momento per favore, tutti i componenti in casa in questo momento sono occupati...
(Cinque minuti)
Signore?
Un momento ancora per favore.....
Però... Pronto Signor...!
(Nessuno le presta attenzione …..)?????
Sí Silvina, grazie per l’attesa, i nostri sistemi sono un po’ lenti oggi... Quale era il motivo della sua chiamata?
La chiamo dalla Telecom, stiamo chiamando per offrirle la nostra promozione “Linea Addizionale”, con la quale lei ha diritto all’uso di un’altra linea a costo molto conveniente.
Lei Sarebbe interessato signor Giuseppe Luigi?
Silvina, desidero parlarne con mia moglie, che è la responsabile della sezione acquisti prodotti tecnici della casa; per favore, attenda, non metta giù.
(Giuseppe Luigi posiziona l’auricolare del telefono davanti ad un lettore digitale e mette il CD di Caribe Mix 2004 con il Repeat attivato)
Dopo due MINUTI!!!, la moglie prende la cornetta telefonica 
Perdoni l’attesa, mi può dire il suo numero telefonico poichè nel display del mio telefono appare soltanto "NUMERO PRIVATO".
1004
Grazie, Con chi sto parlando?
Con Silvina
Silvina chi?
Silvina Maciel
(con una certa irritazione nel tono di voce)
Qual’è il suo numero di matricola quale lavoratrice dipendente di Telecom?
34591212 (ancor più irritata)
Grazie per l’informazione, Silvina, in che cosa possò esserle utile?
La chiamo da Telecom, stiamo chiamando per offrirle la nostra promozione “Linea Addizionale”, con la quale lei avrà diritto ad un’altra linea. Sarebbe interessata?
Desidero introdurre la sua domanda nel nostro programma dei Nuovi Acquisti e fra alcuni giorni noi prenderemo contatti con lei.
Posso annotare il numero di accettazione al programma per favore?... 
Pronto?, Pronto?
TU...TU...TU...TU...

Per favore, fatelo circolare fra tutti i vostri amici
ed in particolare a quelli che lavorano nelle aziende di servizio, uffici, banche, ecc..
LA VENDETTA È DOLCE!!!

sabato 31 maggio 2008

Il soffione della doccia

Uno dei grossi problemi che affliggono quotidianamente una donna single, è il rapporto con il fai da te. Ovvero con le piccole cose che non funzionano più. Ovviamente, dovrebbe bastare chiamare l’idraulico o l’elettricista o il muratore o chi per esso. Ma ho scoperto a mie spese che sono specialisti facenti parte di una strana categoria di operatori. Se devi rifare mezza casa, sono subito lì a farti il preventivo, ma se li cerchi per una cosa piccola, puoi  pregarli in cinese, cospargerti il capo di cenere o inginocchiarti sui ceci, tanto non vengono. Io sono giunta al punto di inseguire un idraulico per la strada, ma quando mi incrociava a meno di 500 m. mi dribblava cambiando letteralmente tragitto….Quindi oggi, quando il soffione della doccia dopo anni di onorato servizio, nonostante ripetuti interventi di pulizia anticalcare ha deciso di passare a miglior vita, ho capito che dovevo arrangiarmi. Per buona sorte esistono posti tipo Castorama, dove operatori zelanti sono pronti ad aiutarti nella ricerca di ciò che ti serve. E li sono rimasta affascinata da un soffione moderno, enorme, rotondo e con una miriade di buchi. Ed è stato subito mio. Tornata a casa, mi sono armata di santa pazienza, del materiale atto allo scopo e mi sono messa all’opera. Sapete, ho comunque il vantaggio di aver avuto un ex compagno che quando se ne è andato mi ha lasciato una meravigliosa scorta di chiodi, viti, attrezzi, trapano, e quant’altro per il fai da te, tutte cose di cui adorava circondarsi ma che non amava usare. Quindi, armata di chiave inglese, mi sono messa all’opera. L’attrezzo in questione è fantastico per svitare i tubi, ma quelli bloccati da anni di calcare non amano essere svitati. Non vi ripeto le imprecazioni, di sicuro non usuali nel linguaggio di una fanciulla delicata quale io sono, uscite dalle mie labbra. Ma alla fine, dato che non mi arrendo facilmente, l’ho avuta vinta io e mentre il vecchio soffione giace nella differenziata insieme alle lattine dei pelati e alle scatolette vuote di cibo per gatti, quello nuovo è stato prontamente inaugurato: dopo la sudata che ho fatto per montarlo,  una bella doccia mi ci voleva proprio! Ed ora giaccio felice sparapanzata sul divano col p.c. sulle ginocchia a leggere la posta e a guardare la t.v.

Abbiate sempre il coraggio di dire ciò che pensate!


venerdì 30 maggio 2008

Fedeltà...

Aneddoto di un ... fedele??
Ero un uomo molto felice. La mia fidanzata ed io eravamo insieme da più di un anno perciò decidemmo di sposarci. I miei genitori ci aiutarono in tutti i modi possibili, i miei amici mi assecondavano, la mia fidanzata era un incanto. Solo c'era una cosa che mi dava molto fastidio ed era la migliore amica di lei.
Era intelligente e sexy, e a volte avevo la sensazione che mi facesse il filo, e ne ero un po’ turbato. Un giorno, l'amica della mia fidanzata mi telefonò chiedendomi di andare a casa sua per aiutarla con la lista degli invitati al matrimonio. Ci andai. Era da sola e, quando arrivai, mi sussurrò che, anche se dovevo sposare la sua migliore amica, lei provava  sentimenti e desideri verso di me, che non poteva più nasconderli e che prima di sposarmi e compromettere la mia vita e quella della sua migliore amica, voleva fare l'amore con me per una volta sola. Cosa potevo dire? Ero talmente sorpreso, che non dissi una parola. Lei sussurrò: -"andrò in camera, e se lo desideri, entra e sarò tua".- Ammirai come si muoveva il suo meraviglioso fondo schiena nel salire le scale. Mi alzai dalla poltrona e rimasi lì in piedi in silenzio, quindi mi girai e andai alla porta d'ingresso. La aprii, uscii, andai verso la mia macchina... la mia fidanzata era là, con le lacrime agli occhi, e mi disse: -"sono felice e orgogliosa di te, hai passato la mia piccola  prova, non potevo scegliere un uomo migliore come sposo."-
LA MORALE?
Lasciare sempre i preservativi in macchina....
La vita non ci da mai quello che vogliamo nel momento più adatto:
sta a noi cogliere l'attimo
CARPE DIEM!


giovedì 29 maggio 2008

Pablo Neruda - Sonetto XVII

  Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t'amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l'ombra e l'anima.
T'amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.
T'amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t'amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti che così,
in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i miei occhi col tuo sonno. 

Tratto da cento sonetti d'amore
presente anche nel film: "Patch Adams" 

martedì 27 maggio 2008

lunedì 26 maggio 2008

Un pensiero

Il bambino che non gioca non è un bambino,
ma l'adulto che non gioca
ha perso per sempre il bambino che ha dentro di sé...



giovedì 22 maggio 2008

Un sorriso

Se mi sorridi, tu sai che capirò
perché questa è una cosa
che ognuno, in ogni luogo,
fa nella stessa lingua.